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	<title>Natura - Paola Lenti</title>
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		<title>Cosa c&#8217;è «Oltre lo sguardo»</title>
		<link>https://www.paolalenti.it/it/cosa-ce-oltre-lo-sguardo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisa Dissimile]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2024 07:59:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Azienda]]></category>
		<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
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		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oltre lo sguardo è una dichiarazione, un’attitudine, un invito a spingere la visione oltre l’immediatezza della superficie, la sicurezza del prevedibile, la gratificazione del risultato veloce</p>
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<p>Per andare <em>oltre</em>, occorre possedere un occhio attento e scrupoloso, capace sia di cogliere i dettagli &#8211; è nel piccolo e quasi invisibile che spesso si annida la concentrazione più elevata di bellezza -, sia di abbracciare la coerenza armoniosa dell’insieme.</p>



<p>È questa elasticità visiva che contraddistingue Paola Lenti e che trova la sua più autentica possibilità di espressione in Paola Lenti Milano, il nuovo e permanente spazio espositivo milanese, un’architettura bioecologica che per estensione e vocazione si fa portavoce di quella sensibilità estetica e attenzione etica, diventate i tratti distintivi dell’azienda.</p>



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<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Un laboratorio di pensiero in continuo movimento, che guarda <em>oltre </em>il tradizionale negozio di arredamento. Un luogo fisico e concettuale, dove natura e spazio edificato si intersecano fino a fondersi</p></blockquote></figure>



<p><em>Oltre lo sguardo</em> racchiude una moltitudine di storie parallele, di progetti che sono il frutto di ricerca e sperimentazione, e di persone che portano a valore bellezza e autenticità come possibili, ulteriori veicoli di un messaggio di sostenibilità culturale e responsabilità nei confronti dell’ambiente.</p>



<p>A orientare i visitatori, nei giorni della Milano Design Week 2024, sono percorsi vegetali e cromatici, stimoli olfattivi, accenti di luce, note di colore, arredi dall’eleganza delicata, gentile, anche spiritosa talvolta, tipica del linguaggio educato e non convenzionale con il quale all’azienda piace raccontarsi.</p>



<p>All’interno di Paola Lenti Milano, i prodotti outdoor dialogano in simbiosi con piante di specie e stagionalità diverse, inserite in sei ecosistemi che fanno dello spazio nel suo insieme il garante &#8211; in un contesto urbano &#8211; di un tasso di biodiversità fuori dal comune.</p>



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<p>Collocato all’interno dello showroom, un volume custodisce una vera e propria abitazione di oltre 300 metri quadrati, le cui ampie vetrate affacciate sui giardini fanno intuire la presenza di una casa da scoprire, dove i prodotti della collezione indoor sono affiancati a pezzi vintage accuratamente selezionati e dove le scelte cromatiche, i materiali, e altri sorprendenti dettagli, restituiscono la visione originale, raffinata e rigorosa di Paola Lenti per un progetto d’interni.</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Come un organismo vivente, lo spazio si sviluppa attraverso aree che ben integrate tra loro assolvono funzioni diverse: showroom, lounge, uffici, giardini, serre, una <em>Gallery,</em> che, in occasione della settimana del Salone, accoglie l’esposizione museale della famiglia di prodotti <em>Hana-arashi</em>, la danza dei petali, nata dalla collaborazione di Paola Lenti con il celebre designer Nendo</p></blockquote></figure>



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<p>In un prossimo futuro, inoltre, si faranno largo, tra la vegetazione nel tempo cresciuta, anche un <em>bistrot </em>e un piccolo <em>hotel de charme</em>, strutture ricettive attraverso cui indagare, in una prospettiva che ancora una volta si allarga, il significato più esteso e profondo di ospitalità.</p>



<p>Nell’attesa, coerentemente alla vocazione dell’edificio, lasciato ancora nel suo stato originario e che sarà oggetto di riqualificazione, è ospitata la mostra personale di Oki Sato «Nendo: whispers of nature», il cui tema, il rapporto tra l’uomo e la natura, trova piena affinità con i valori dell’azienda.</p>



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<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p><em>Oltre lo sguardo</em> è il manifesto con il quale Paola Lenti apre definitivamente a Milano le porte di una destinazione nuova, ispirata ai princìpi chiave di cultura, progetto, benessere e accoglienza che hanno guidato il marchio da quando è nato, trent’anni fa</p></blockquote></figure>



<p class="has-text-align-center has-small-font-size">© Paola Lenti srl</p>
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		<title>La città-giardino di Azabudai Hills</title>
		<link>https://www.paolalenti.it/it/la-citta-giardino-di-azabudai-hills/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisa Dissimile]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Feb 2024 09:33:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Azienda]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Trent’anni di lavoro regalano a Tokyo una futuristica area “green” che non dimentica la tradizione</p>
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<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img src="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2024/02/PaolaLenti_tokyo-1024x565.jpg" alt="" class="wp-image-111414" width="1024" height="565" srcset="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2024/02/PaolaLenti_tokyo-1024x565.jpg 1024w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2024/02/PaolaLenti_tokyo-300x166.jpg 300w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2024/02/PaolaLenti_tokyo-768x424.jpg 768w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2024/02/PaolaLenti_tokyo-1536x848.jpg 1536w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2024/02/PaolaLenti_tokyo-2048x1131.jpg 2048w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2024/02/PaolaLenti_tokyo-800x442.jpg 800w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>ph. © Paola Lenti srl</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-pullquote has-text-color" style="color:#66942a"><blockquote><p>Tokyo è oggi una metropoli cosmopolita che si apre sempre di più al mondo. <br>E lo fa con&nbsp;stile e con un&nbsp;approccio personale, innovativo e sostenibile. </p></blockquote></figure>



<p>Come nel caso di Azabudai Hills. Inaugurata ufficialmente da poco nel cuore del quartiere di Minato, lontana dal rumore e dalla confusione che caratterizzano molte altre zone, quest’area di oltre 8 ettari è una vera e propria città-giardino immersa in grandi spazi verdi ricchi di alberi, fiori e giochi d’acqua.</p>



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<p>Costruita dove un tempo sorgevano un tempio e un grande parco e dove si svolgevano i commerci quotidiani di fiorai e lavandai, il progetto firmato da Heatherwick Studio ne ha cambiato radicalmente l’aspetto in una delle aree più verdi della città, conservandone però con cura il carattere originale. Futuristiche forme strutturali sono state chiamate a diventare la “rete” che imbriglia edifici residenziali e spazi commerciali, templi, gallerie d’arte e ristoranti, per richiamare in chiave contemporanea quell’affollamento architettonico, tipico di Tokyo, dove architetture vecchie e nuove, grandi e piccole, si trovano ad essere addossate le une alle altre. </p>



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<p class="has-text-align-left has-small-font-size">ph. © Paola Lenti srl<a href="https://www.paolalenti.it/newsletter/"></a></p>



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<figure class="wp-block-pullquote has-text-color" style="color:#66942a"><blockquote><p>Heatherwick Studio – un team di oltre 200 professionisti autori di “rigenerazioni architettoniche sostenibili” in tutto il mondo – ha trascurato volutamente ogni dogma progettuale consolidato, prendendo invece liberamente spunto dall’esperienza umana e dedicando la massima attenzione proprio agli abitanti, ai loro bisogni e alle loro emozioni: a quelle cose a cui loro stessi davano più valore. </p></blockquote></figure>



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<p>L’ambizione del progetto, durato più di trent’anni, è stata quella di realizzare uno spazio pubblico destinato ad essere “vissuto” e di riuscire a coinvolgere e a trattenere la comunità che da sempre abitava il quartiere: e a lavori finiti, quasi la totalità dei vecchi inquilini e delle imprese ha scelto di tornare a popolare questo straordinario “paesaggio tridimensionale”, che è riuscito ad aggiungere qualcosa di fresco ed accogliente al moderno tessuto urbano, troppo spesso impersonale, di una grande metropoli.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" width="2300" height="461" src="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2024/02/tokyo-paesaggio.jpg" alt="" class="wp-image-111408" srcset="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2024/02/tokyo-paesaggio.jpg 2300w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2024/02/tokyo-paesaggio-300x60.jpg 300w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2024/02/tokyo-paesaggio-1024x205.jpg 1024w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2024/02/tokyo-paesaggio-768x154.jpg 768w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2024/02/tokyo-paesaggio-1536x308.jpg 1536w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2024/02/tokyo-paesaggio-2048x410.jpg 2048w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2024/02/tokyo-paesaggio-800x160.jpg 800w" sizes="(max-width: 2300px) 100vw, 2300px" /><figcaption>ph. © Paola Lenti srl</figcaption></figure>



<p>Il flagship store Paola Lenti Tokyo lascia oggi il quartiere residenziale di Hiroo per Azabudai Hills. Aperto in collaborazione con Atlantic Cars Ltd, perfettamente integrato nello stile giapponese – affine a quello dell’azienda nel gusto per l’estetica e nell’attenzione che dedica alla tradizione artigianale – il nuovo spazio è stato concepito per lavorare a stretto contatto con architetti e designer d’interni.</p>



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<p>Le tonalità neutre scelte per le pareti e per il pavimento esaltano quelle sfumature audaci che da sempre sono elemento distintivo delle collezioni Paola Lenti: il verde e il turchese delle superfici in pietra lavica e vetro, il giallo solare e il rosso profondo dei rivestimenti, il rosa vivace e l’azzurro violaceo deciso degli intrecci. </p>



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<div class="wp-block-getwid-images-slider in-content-width has-arrows-none has-dots-none has-images-center has-cropped-images"><div class="wp-block-getwid-images-slider__wrapper" data-effect="slide" data-slides-show="1" data-slides-show-laptop="1" data-slides-show-tablet="1" data-slides-show-mobile="1" data-slides-scroll="1" data-autoplay="true" data-autoplay-speed="6000" data-infinite="true" data-animation-speed="800" data-center-mode="false" data-variable-width="false" data-arrows="none" data-dots="none" data-spacing="none"><div class="wp-block-getwid-images-slider__item"><figure><img loading="lazy" width="2215" height="1193" src="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2024/02/Tokyo_PaolaLenti_1.jpg" data-id="111425" data-link="https://www.paolalenti.it/it/?attachment_id=111425" data-original-link="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2024/02/Tokyo_PaolaLenti_1.jpg" class="wp-block-getwid-images-slider__image wp-image-111425" 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/></figure></div><div class="wp-block-getwid-images-slider__item"><figure><img loading="lazy" width="2215" height="1193" src="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2024/02/Tokyo_PaolaLenti_4.jpg" data-id="111428" data-link="https://www.paolalenti.it/it/?attachment_id=111428" data-original-link="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2024/02/Tokyo_PaolaLenti_4.jpg" class="wp-block-getwid-images-slider__image wp-image-111428" srcset="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2024/02/Tokyo_PaolaLenti_4.jpg 2215w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2024/02/Tokyo_PaolaLenti_4-300x162.jpg 300w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2024/02/Tokyo_PaolaLenti_4-1024x552.jpg 1024w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2024/02/Tokyo_PaolaLenti_4-768x414.jpg 768w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2024/02/Tokyo_PaolaLenti_4-1536x827.jpg 1536w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2024/02/Tokyo_PaolaLenti_4-2048x1103.jpg 2048w, 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<div style="height:13px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-text-align-left has-small-font-size">ph. © Creare Co., Ltd.<a href="https://www.paolalenti.it/newsletter/"></a></p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-pullquote has-text-color" style="color:#66942a"><blockquote><p>Colori che creano un piacevole contrasto con l’architettura volutamente essenziale dello spazio e che rispecchiano quelli dei fiori di mille varietà che, stagione dopo stagione, sbocceranno nei grandi spazi verdi di Azabudai Hills.</p></blockquote></figure>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
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		<title>L’artista Mona Caron: “Dal cemento può nascere un fiore”</title>
		<link>https://www.paolalenti.it/it/mona-caron/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[l.perilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Feb 2022 14:58:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[Persone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I guerrilla gardener piantano fiori “clandestinamente” in luoghi degradati.<br />
Mona Caron, in qualche modo, fa lo stesso con il pennello.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image alignfull size-large is-style-default"><img loading="lazy" width="1024" height="1017" src="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2022/02/Mona-Caron_1-1024x1017.jpg" alt="" class="wp-image-99464" srcset="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2022/02/Mona-Caron_1-1024x1017.jpg 1024w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2022/02/Mona-Caron_1-300x298.jpg 300w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2022/02/Mona-Caron_1-150x150.jpg 150w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2022/02/Mona-Caron_1-768x763.jpg 768w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2022/02/Mona-Caron_1-800x794.jpg 800w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2022/02/Mona-Caron_1-100x100.jpg 100w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2022/02/Mona-Caron_1.jpg 1304w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>&nbsp;© <a href="http://www.monacaron.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">monacaron.com</a></figcaption></figure>



<p></p>



<p>I<em> guerrilla gardener</em> piantano fiori “clandestinamente” in luoghi degradati.<br>Mona Caron, in qualche modo, fa lo stesso con il pennello. Anche l’obiettivo è il medesimo: far fiorire la bellezza in luoghi che ne sono privi. Quartieri fatiscenti, sobborghi proletari, grattacieli anonimi.<br>Solo che Mona Caron, al contrario dei guerriglieri del giardinaggio, per spargere semi di bellezza si solleva da terra e punta dritta verso il cielo, perché la peculiarità delle sue opere monumentali è quella di arrampicarsi letteralmente sulle facciate dei palazzi, “sbocciando” dove la vista comincia a perdersi contro l’orizzonte. Con un impatto visivo davvero grandioso.</p>



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<div class="wp-block-image is-style-default"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="774" height="1024" src="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2022/02/Mona-Caron_2-774x1024.jpg" alt="" class="wp-image-99465" srcset="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2022/02/Mona-Caron_2-774x1024.jpg 774w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2022/02/Mona-Caron_2-227x300.jpg 227w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2022/02/Mona-Caron_2-768x1016.jpg 768w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2022/02/Mona-Caron_2-800x1058.jpg 800w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2022/02/Mona-Caron_2.jpg 1006w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /><figcaption>© <a href="http://www.monacaron.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">monacaron.com</a></figcaption></figure></div>



<p></p>



<p>Cresciuta tra i boschi della Svizzera, americana d’adozione, Mona Caron è l’antitesi dell’artista patinata. La sua “divisa” si limita a scarpe da ginnastica e pantaloni ampi, i capelli raccolti sotto il casco da cantiere, indispensabile per realizzare in sicurezza i giganteschi murales che l’hanno resa celebre a livello internazionale.<br>Il soggetto è simbolico: fiori comuni ed erbacce che crescono spontaneamente nelle città, facendosi strada tra le fenditure del cemento. Un tributo alla resistenza, o resilienza, per usare un termine un po’ abusato ma molto attuale, di coloro che “non hanno un posto nel mondo – spiega l’artista -, che non fanno parte dei piani, ma nonostante questo continuano a lottare e premono per emergere”.</p>



<p></p>



<p></p>



<div class="wp-block-image is-style-default"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="996" height="1024" src="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2022/02/Mona-Caron_3_-996x1024.jpg" alt="" class="wp-image-99472" srcset="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2022/02/Mona-Caron_3_-996x1024.jpg 996w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2022/02/Mona-Caron_3_-292x300.jpg 292w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2022/02/Mona-Caron_3_-768x789.jpg 768w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2022/02/Mona-Caron_3_-800x822.jpg 800w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2022/02/Mona-Caron_3_.jpg 1006w" sizes="(max-width: 996px) 100vw, 996px" /><figcaption>© <a href="http://www.monacaron.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">monacaron.com</a></figcaption></figure></div>



<p></p>



<p>La serie delle <em>urban weeds</em>, le erbacce urbane, come le chiama Mona Caron, è iniziata sui muri di San Francisco, dove l’artista vive, per poi varcare i confini degli Stati Uniti e “invadere” grattacieli di San Paolo o grigi palazzoni di periferia in Portogallo e in Svezia.</p>



<p></p>



<p></p>



<div class="wp-block-image is-style-default"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="849" height="1024" src="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2022/02/Mona-Caron_4-849x1024.jpg" alt="" class="wp-image-99467" srcset="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2022/02/Mona-Caron_4-849x1024.jpg 849w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2022/02/Mona-Caron_4-249x300.jpg 249w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2022/02/Mona-Caron_4-768x926.jpg 768w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2022/02/Mona-Caron_4-1273x1536.jpg 1273w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2022/02/Mona-Caron_4-800x965.jpg 800w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2022/02/Mona-Caron_4.jpg 1304w" sizes="(max-width: 849px) 100vw, 849px" /><figcaption>© <a href="http://www.monacaron.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">monacaron.com</a></figcaption></figure></div>



<figure class="wp-block-pullquote has-text-align-left is-style-solid-color"><blockquote><p>Il termine più appropriato per definire le sue performance è&nbsp;artivism, crasi tra arte e attivismo, neologismo coniato dall’artista-funambola per spiegare il senso di queste opere verticali connotate da una forte valenza politica.</p></blockquote></figure>



<p></p>



<p></p>



<p>“Cerco piante clandestine per le strade della città. Quando trovo un esemplare particolarmente eroico che cresce attraverso una fenditura lo dipingo in grande, in una scala inversamente proporzionale all&#8217;attenzione e al rispetto che riceve. Contro il cemento più ostinato, contro ogni previsione, anche noi possiamo trovare un’apertura per uscire alla luce. Questo è il modo in cui i cambiamenti si producono”.</p>



<div class="wp-block-image is-style-default"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="508" src="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2022/02/Mona-Caron_5-1024x508.jpg" alt="" class="wp-image-99468" srcset="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2022/02/Mona-Caron_5-1024x508.jpg 1024w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2022/02/Mona-Caron_5-300x149.jpg 300w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2022/02/Mona-Caron_5-768x381.jpg 768w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2022/02/Mona-Caron_5-800x397.jpg 800w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2022/02/Mona-Caron_5.jpg 1304w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>© <a href="http://www.monacaron.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">monacaron.com</a></figcaption></figure></div>



<p></p>



<p>Nella realizzazione dei murales, Mona Caron collabora spesso con il brasiliano Mauro Neri, suo compagno di vita, e con altri artisti-attivisti. Dove lei fa sbocciare fiori, loro restituiscono corpo e dignità agli invisibili &#8211; homeless, indigeni, lavoratori stagionali &#8211; ritraendoli nelle piccole grandi battaglie quotidiane. Facendoli sentire rappresentati.</p>



<p></p>



<p></p>



<div class="wp-block-image is-style-default"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="710" height="1024" src="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2022/02/Mona-Caron_6-710x1024.jpg" alt="" class="wp-image-99469" srcset="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2022/02/Mona-Caron_6-710x1024.jpg 710w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2022/02/Mona-Caron_6-208x300.jpg 208w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2022/02/Mona-Caron_6-768x1108.jpg 768w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2022/02/Mona-Caron_6-1065x1536.jpg 1065w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2022/02/Mona-Caron_6-800x1154.jpg 800w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2022/02/Mona-Caron_6.jpg 1208w" sizes="(max-width: 710px) 100vw, 710px" /><figcaption>Un murales realizzato da © <a href="http://www.monacaron.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">monacaron.com</a> in collaborazione con Mauro Neri, in arte <a href="https://www.instagram.com/reveracidade/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Veracidade</a>.</figcaption></figure></div>



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		<title>Pianeta blu</title>
		<link>https://www.paolalenti.it/it/insight-blue-planet/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[s.zagaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jul 2021 10:11:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.paolalenti.it/?p=92964</guid>

					<description><![CDATA[<p>Oggi si è tutti più consapevoli di come l’oceano abbia un ruolo fondamentale nel regolare il clima, ma non è sempre stato così.<br />
Solo nel 2019 il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico ne ha finalmente sottolineato la vitale importanza: insieme alla criosfera è il mare infatti che regola le temperature e garantisce la vita sulla terra.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/06/balena-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-92501" srcset="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/06/balena-1024x576.jpg 1024w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/06/balena-800x450.jpg 800w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/06/balena-300x169.jpg 300w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/06/balena-768x432.jpg 768w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/06/balena-1536x864.jpg 1536w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/06/balena.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p>Nel libro <em>Pianeta Oceano</em>, la biologa Mariasole Bianco racconta di un ecosistema straordinario e divulga qualche dato sorprendente: se non ci fosse stato l’oceano, dalla rivoluzione industriale ad oggi la temperatura della terra sarebbe aumentata di 36 gradi; il 50% dell’ossigeno che respiriamo deriva dal mare, che è anche in grado di assorbire un terzo dell’anidride carbonica che produciamo ogni giorno. Chi l’avrebbe mai detto: una balena, durante la sua vita, immagazzina in media 33 tonnellate di CO2 mentre un albero ne assorbe annualmente meno di 22 chili. Il grande mammifero si alimenta in genere in profondità, ma defeca in superficie, rilasciando ferro e azoto, elementi chimici in grado di fertilizzare il fitoplancton. Proprio il fitoplancton gioca un ruolo cruciale nella regolazione del clima poiché, a sua volta, assorbe l’anidride carbonica e, al termine del suo ciclo vitale, sprofonda negli abissi immagazzinando il carbonio.</p>



<p></p>



<p></p>



<figure class="wp-block-pullquote is-style-solid-color"><blockquote><p><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color"><strong>Gli abissi, là dove non arriva luce, hanno rivelato &#8211; tra l’altro &#8211; più biodiversità della foresta amazzonica.</strong></span></p></blockquote></figure>



<p></p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/06/posidonie-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-92499" srcset="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/06/posidonie-1024x576.jpg 1024w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/06/posidonie-800x450.jpg 800w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/06/posidonie-300x169.jpg 300w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/06/posidonie-768x432.jpg 768w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/06/posidonie-1536x864.jpg 1536w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/06/posidonie.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p></p>



<p>In generale, l’oceano potrebbe quindi essere definito il polmone blu del mondo anche grazie alla vegetazione di distese verdi sommerse e alghe. Come ad esempio le praterie di posidonia, che nel Mediterraneo sono uno dei maggiori luoghi di biodiversità e che, intrappolando tra le loro radici i sedimenti, purificano l’acqua e combattono l’erosione delle coste.</p>



<p></p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/06/mangrovie-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-92498" srcset="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/06/mangrovie-1024x576.jpg 1024w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/06/mangrovie-800x450.jpg 800w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/06/mangrovie-300x169.jpg 300w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/06/mangrovie-768x432.jpg 768w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/06/mangrovie-1536x864.jpg 1536w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/06/mangrovie.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p></p>



<p>Anche le mangrovie, all’equatore, sono l&#8217;ambiente ideale per la riproduzione di milioni di specie e rappresentano la naturale barriera contro l&#8217;erosione della costa, le mareggiate e l&#8217;innalzamento del livello del mare. </p>



<p></p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/06/alghe-verticali-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-92500" srcset="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/06/alghe-verticali-1024x576.jpg 1024w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/06/alghe-verticali-800x450.jpg 800w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/06/alghe-verticali-300x169.jpg 300w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/06/alghe-verticali-768x432.jpg 768w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/06/alghe-verticali-1536x864.jpg 1536w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/06/alghe-verticali.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p></p>



<p>E poi, avete mai sentito parlare delle foreste di kelp? Sono alghe brune, di medie e grandi dimensioni, capaci di raggiungere i 45 metri di altezza &#8211; come un palazzo di almeno dieci piani &#8211; che accolgono le lontre marine e un ecosistema ricchissimo, compensando l&#8217;anidride carbonica emessa da 6 milioni di autovetture.</p>



<p></p>
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		<title>Linfa e suoni</title>
		<link>https://www.paolalenti.it/it/insight-mancuso-linfa-e-suoni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[s.zagaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2021 15:43:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[Persone]]></category>
		<category><![CDATA[alberi]]></category>
		<category><![CDATA[mancuso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il ruolo delle piante sul pianeta terra viene spesso dimenticato. È ora di prendere consapevolezza che il nostro destino dipende la loro e che molte, moltissime storie che riguardano l’umanità, partono proprio da un albero. Per esempio il suono divino di un violino. Lo scienziato Stefano Mancuso ne parla nel libro “La pianta del mondo” (Editori Laterza).</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="741" src="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/Foresta-tropicale_La-pianta-del-mondo-low-1024x741.jpg" alt="" class="wp-image-89699" srcset="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/Foresta-tropicale_La-pianta-del-mondo-low-1024x741.jpg 1024w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/Foresta-tropicale_La-pianta-del-mondo-low-300x217.jpg 300w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/Foresta-tropicale_La-pianta-del-mondo-low-768x556.jpg 768w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/Foresta-tropicale_La-pianta-del-mondo-low-1536x1112.jpg 1536w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/Foresta-tropicale_La-pianta-del-mondo-low.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>© Stefano Mancuso &#8211; Courtesy Editori Laterza</figcaption></figure></div>



<figure class="wp-block-pullquote is-style-solid-color"><blockquote><p><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color"><strong>«A differenza delle città ideali rappresentate nei quadri rinascimentali, completamente edificate e senza la benché minima presenza di un singolo filo d’erba, le città del futuro dovranno essere completamente ricoperte dalle piante».</strong></span></p><p></p></blockquote></figure>



<p>Nel suo ultimo libro <em>La Pianta del mondo </em>(Editori Laterza), lo scienziato Stefano Mancuso ricorda come le piante abbiano un ruolo fondamentale nella regolazione del clima e nell’assorbimento dell’anidride carbonica e come, pur rappresentando l’85% degli organismi viventi sul pianeta terra, siano state spesso messe da parte. Eppure costituiscono la nervatura sulla quale è costruito l’intero mondo in cui viviamo e tante, tantissime storie cominciano proprio con una di loro. Storie di ideali e libertà, di progresso e scienza. Ma anche di note ineguagliabili.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="744" src="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/Abete-rosso_La-pianta-del-mondo-low-1024x744.jpg" alt="" class="wp-image-89697" srcset="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/Abete-rosso_La-pianta-del-mondo-low-1024x744.jpg 1024w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/Abete-rosso_La-pianta-del-mondo-low-300x218.jpg 300w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/Abete-rosso_La-pianta-del-mondo-low-768x558.jpg 768w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/Abete-rosso_La-pianta-del-mondo-low-1536x1116.jpg 1536w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/Abete-rosso_La-pianta-del-mondo-low.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>© Stefano Mancuso &#8211; &#8211; Courtesy Editori Laterza</figcaption></figure></div>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-style-default"><p><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color"><strong>Gli alberi della musica? Sono gli abeti rossi.</strong></span></p></blockquote>



<p></p>



<p>È soltanto con l’abete rosso che si può fare una tavola armonica alla Stradivari. Il celebre liutaio italiano costruì 14 tra viole e violini partendo da un singolo esemplare. Pare che la perfetta conduzione del suono in questa pianta sia dovuta ai micro canali resiniferi che la percorrono lungo tutto il tronco. C’è di più: per avere un buon legno di risonanza, servono alberi con un diametro di almeno sessanta cm (tra i centocinquanta e i duecento anni di vita) e con una giusta densità, caratteristica che si ottiene solo con una crescita lenta, in condizioni climatiche stabili e ad una certa altitudine.</p>



<p>Non a caso, uno dei segreti della grande liuteria del Settecento sembrerebbe proprio risiedere nella crescita particolarmente lenta cui furono soggetti gli alberi di abete a causa della cosiddetta piccola età glaciale, verificatasi tra il quindicesimo e il diciannovesimo secolo.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="740" src="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/Bosco_La-pianta-del-mondo-low-1024x740.jpg" alt="" class="wp-image-89698" srcset="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/Bosco_La-pianta-del-mondo-low-1024x740.jpg 1024w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/Bosco_La-pianta-del-mondo-low-300x217.jpg 300w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/Bosco_La-pianta-del-mondo-low-768x555.jpg 768w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/Bosco_La-pianta-del-mondo-low-1536x1110.jpg 1536w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/Bosco_La-pianta-del-mondo-low.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>© Stefano Mancuso  &#8211; Courtesy Editori Laterza</figcaption></figure></div>



<p>Oggi la musica è cambiata. C’è il suono del vento che con l’innalzarsi delle temperature schianta a terra migliaia di abeti rossi. In Trentino, la tempesta del 2018 ha danneggiato anche il bosco da cui, da sempre, si ricava la legna per gli strumenti musicali. Non che l’abete rosso sia l’unico legno usato per costruire un violino. Mancuso elenca l’acero montano, l’ebano, il palissandro e il bosso. Ma puntualizza: è solo dall’abete rosso che può uscire un suono divino. Chi ha provato a suonare uno Stradivari lo sa.</p>
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		<title>Tutti frutti Le mele della concordia</title>
		<link>https://www.paolalenti.it/it/insight-museo-garnier-valletti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[s.zagaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2021 16:03:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.paolalenti.it/?p=88219</guid>

					<description><![CDATA[<p>All'Accademia di Agricoltura di Torino, gli appunti di pomologia di fine Ottocento di Garnier Valletti sorprendono per perfezione<br />
e varietà. Rappresentando anche un ottimo spunto di riflessione sul tema oggi più che mai centrale della biodiversità.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1844" height="1261" src="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/garnier32D3-edited.jpg" alt="" class="wp-image-88934" srcset="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/garnier32D3-edited.jpg 1844w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/garnier32D3-edited-300x205.jpg 300w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/garnier32D3-edited-1024x700.jpg 1024w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/garnier32D3-edited-768x525.jpg 768w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/garnier32D3-edited-1536x1050.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1844px) 100vw, 1844px" /><figcaption>© Accademia di Agricoltura di Torino,&nbsp;archivio storico Garnier Valletti</figcaption></figure>



<p></p>



<p>All&#8217;Accademia di Agricoltura di Torino, gli appunti di pomologia di fine Ottocento di Garnier Valletti sorprendono per perfezione e varietà. Rappresentando anche un ottimo spunto di riflessione sul tema oggi più che mai centrale della biodiversità.</p>



<figure class="wp-block-pullquote is-style-solid-color"><blockquote><p><strong><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">La biodiversità è fondamentale per la sicurezza alimentare globale: non solo è alla base di una dieta sana, ma rafforza i mezzi di sussistenza rurali e la resilienza di individui e comunità.</span></strong></p></blockquote></figure>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery columns-3 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="683" height="1024" src="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/L1020137-683x1024.jpg" alt="" data-id="88837" data-link="https://www.paolalenti.it/l1020137/" class="wp-image-88837" srcset="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/L1020137-683x1024.jpg 683w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/L1020137-200x300.jpg 200w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/L1020137-768x1152.jpg 768w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/L1020137-1024x1536.jpg 1024w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/L1020137.jpg 1320w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="683" height="1024" src="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/L1020136-683x1024.jpg" alt="" data-id="88836" data-link="https://www.paolalenti.it/l1020136/" class="wp-image-88836" srcset="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/L1020136-683x1024.jpg 683w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/L1020136-200x300.jpg 200w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/L1020136-768x1152.jpg 768w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/L1020136-1024x1536.jpg 1024w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/L1020136.jpg 1320w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="649" height="1024" src="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/L1020138-649x1024.jpg" alt="" data-id="88821" data-link="https://www.paolalenti.it/l1020138/" class="wp-image-88821" srcset="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/L1020138-649x1024.jpg 649w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/L1020138-190x300.jpg 190w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/L1020138-768x1212.jpg 768w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/L1020138-974x1536.jpg 974w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/L1020138.jpg 1255w" sizes="(max-width: 649px) 100vw, 649px" /></figure></li></ul><figcaption class="blocks-gallery-caption">Ph. © Maurizio Natta</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Quante varietà di mela siamo oggi in grado di riconoscere e classificare? Mentre l’Unione Europea lavora a strategie condivise per riportare la natura nelle nostre vite e stimolare il rapporto diretto produttore-consumatore, Copenhagen è esempio virtuoso di agricoltura urbana che accorcia e arricchisce la filiera alimentare. Il vincitore dell’ultimo bando per la fornitura ufficiale di mele per asili, scuole, case di riposo e altre istituzioni della capitale danese ha infatti offerto ben 38 tipologie di frutto: la notizia fa ben sperare.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/garnier34A2-1024x705.jpg" alt="" class="wp-image-88832" width="1024" height="705" srcset="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/garnier34A2-1024x705.jpg 1024w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/garnier34A2-300x206.jpg 300w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/garnier34A2-768x529.jpg 768w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/garnier34A2-1536x1057.jpg 1536w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/garnier34A2.jpg 1876w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>© Accademia di Agricoltura di Torino,&nbsp;archivio storico Garnier Valletti</figcaption></figure></div>



<p>Un tuffo nel passato che costituisce l’occasione per una profonda riflessione sul tema della biodiversità è il <strong>Museo della frutta di Torino</strong>: più di mille «frutti artificiali plastici» realizzati nella seconda metà dell’Ottocento da Francesco Garnier Valletti si uniscono al patrimonio storico scientifico della Stazione Sperimentale Agraria, fondata nel 1871, dove si testimonia la svolta che, tra Ottocento e Novecento, ha trasformato la produzione ortofrutticola da artigianale a industriale, introducendo&nbsp; nuovi metodi non solo di coltivazione, ma di conservazione, distribuzione e consumo.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/garnier19B4-1024x671.jpg" alt="" class="wp-image-88826" width="1024" height="671" srcset="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/garnier19B4-1024x671.jpg 1024w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/garnier19B4-300x196.jpg 300w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/garnier19B4-768x503.jpg 768w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/garnier19B4-1536x1006.jpg 1536w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/garnier19B4-2048x1341.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>© Accademia di Agricoltura di Torino,&nbsp;archivio storico Garnier Valletti</figcaption></figure></div>



<p></p>



<p>Quel che colpisce di più del museo, oltre alle centinaia di varietà di pere, mele, pesche… è la cultura della perfezione con la quale questi frutti sono stati realizzati, con una tecnica brevettata.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="683" height="1024" src="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/pere-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-89418" srcset="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/pere-683x1024.jpg 683w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/pere-200x300.jpg 200w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/pere-768x1152.jpg 768w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/pere-1024x1536.jpg 1024w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/pere.jpg 1280w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /><figcaption>Ph. © Maurizio Natta</figcaption></figure></div>



<p>Dopo un inizio carriera come confettiere, Garnier Valletti inizia a modellare in cera e resina fiori e frutti ornamentali, attirandosi la stima della Corte Imperiale di Vienna e poi quella della corte dello Zar Nicola I Romanov. Presentati a mostre e concorsi, i suoi frutti conquistano medaglie e premi alle esposizioni internazionali. Oltre che per adornare le tavole eleganti, sono poi acquistati da collezionisti ed amatori che ne apprezzano l’estetica, dai vivaisti alle scuole di frutticoltura. </p>



<p>Oggi continuano a stupire. E tornano ad essere spunti e appunti preziosi per gli studiosi del patrimonio genetico della frutticoltura.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/L1020141-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-88839" srcset="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/L1020141-1024x683.jpg 1024w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/L1020141-300x200.jpg 300w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/L1020141-768x512.jpg 768w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/L1020141-1536x1024.jpg 1536w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/L1020141.jpg 1980w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Ph. © Maurizio Natta</figcaption></figure></div>



<p>Fonti: fao.org; ec.europa.eu; National Geographic Italia; museodellafrutta.it</p>
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		<title>Armonia e sintropia L’agricoltura che rigenera</title>
		<link>https://www.paolalenti.it/it/insight-agricoltura-rigenerativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[s.zagaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Dec 2020 16:34:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.paolalenti.it/?p=88429</guid>

					<description><![CDATA[<p>Se l’agricoltura intensiva impoverisce il suolo fino a renderlo sterile, l’approccio rigenerativo ricostituisce i cicli dell’acqua e del carbonio, contrastando la desertificazione. In Brasile, l’ingegnere Daniele Cesano ha messo a punto un metodo efficace. Ed è pronto ad esportarlo, anche in Europa</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>La Corte dei Conti Europea sottolinea come non si stia facendo abbastanza per combattere e invertire l’inesorabile processo di degradazione del suolo legato allo sfruttamento dei terreni e al cambiamento climatico. Riforestazione e agricoltura rigenerativa potrebbero dare un contributo decisivo. Mentre l’agricoltura intensiva stressa infatti i terreni attraverso procedimenti chimici e meccanici insostenibili, che a lungo andare rendono il suolo completamente sterile, l’approccio rigenerativo contribuisce alla ricostituzione dei cicli naturali migliorando la produttività e la qualità della vita di agricoltori e animali, con una ricaduta di benessere sulle comunità.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="783" src="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/image_schema-1024x783.jpg" alt="" class="wp-image-89848" srcset="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/image_schema-1024x783.jpg 1024w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/image_schema-300x229.jpg 300w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/image_schema-768x587.jpg 768w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/image_schema-1536x1175.jpg 1536w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/image_schema.jpg 1829w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>©&nbsp;Villa Fortuna Agricoltura Sperimentale</figcaption></figure></div>



<p>Ne è testimone e testimonial Daniele Cesano, ingegnere piemontese radicato in Brasile. Qui ha messo a punto il suo Modulo Agroclimatico Intelligente e Sostenibile, un approccio sintropico capace di dare resilienza e restituire fertilità ai terreni coltivati e/o impiegati per l’allevamento.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="682" src="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/palme_NEW-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-89853" srcset="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/palme_NEW-1024x682.jpg 1024w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/palme_NEW-300x200.jpg 300w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/palme_NEW-768x512.jpg 768w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/palme_NEW.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p></p>



<p>«Negli ultimi cento anni l’agricoltura ha sempre estratto più di quanto abbia restituito e con deforestazione e monoculture, ha minato alla base i cicli naturali – spiega Cesano. Oggi i processi sintropici ci aiutano a riportare questi cicli a un livello di energia ottimale in modo da garantire la rigenerazione del suolo e il suo ritorno alla produttività». Il tutto, secondo le leggi stabilite da madre natura.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/Foto-23-12-2020-15-14-37.jpeg" alt="" class="wp-image-89604" width="720" height="720" srcset="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/Foto-23-12-2020-15-14-37.jpeg 960w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/Foto-23-12-2020-15-14-37-300x300.jpeg 300w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/Foto-23-12-2020-15-14-37-150x150.jpeg 150w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/Foto-23-12-2020-15-14-37-768x768.jpeg 768w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /><figcaption>Ph © Daniele Cesano</figcaption></figure></div>



<figure class="wp-block-pullquote is-style-solid-color"><blockquote><p><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color"><strong>Come? Il principio di base sta nella collaboratività tra specie. </strong></span></p></blockquote></figure>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/fungo-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-89851" srcset="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/fungo-768x1024.jpg 768w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/fungo-225x300.jpg 225w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/fungo-1152x1536.jpg 1152w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/fungo.jpg 1440w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption>©&nbsp;Villa Fortuna Agricoltura Sperimentale</figcaption></figure></div>



<p></p>



<p>Non più monoculture e fertilizzanti ma strati di piante differenti con differenti funzioni. Si parte da erbe e arbusti che hanno bisogno di poco per vivere e crescere; e dalle leguminose, “pioniere” che ospitano tra le loro radici alcuni batteri in grado di fissare l’azoto e di trasformarlo in sostanze assimilabili da altre organismi vegetali. Le piante si succedono nel tempo e nello spazio, finché la cooperazione, e di solito passa qualche anno, dà risultati apprezzabili, non solo in fatto di produzione di cibo ma anche in termini di rinnovata biodiversità. Il bello di questo modello è che si può esportare ovunque, anche in Europa.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/Foto-06-01-2021-16-39-37-768x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-89600" srcset="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/Foto-06-01-2021-16-39-37-768x1024.jpeg 768w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/Foto-06-01-2021-16-39-37-225x300.jpeg 225w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2021/01/Foto-06-01-2021-16-39-37.jpeg 960w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption>Ph © Daniele Cesano</figcaption></figure></div>



<p></p>



<p>Nelle immagini di Daniele Cesano, i terreni coltivati della fazenda brasiliana Mata do Lobo, vicino alla città di Rio Verde, nello stato di Goiàs, nel bioma Cerrado. L’attività dell’azienda agricola è da sempre la produzione di cereali in monocoltura per le multinazionali, ma vista la decrescita di produttività e profitti, Maria Vitoria Vasconcelos e il marito hanno trovato nell’agricoltura sintropica una valida alternativa, traendone indipendenza economica e intellettuale. Oggi le colture principali sono caffè, banane e cedro rosso australiano; ma ci sono anche molti altri alberi, per esempio Eucalyptus, Mango, Jambolão, oltre a diverse specie autoctone.</p>



<p>Fonti: news.un.org; wisesociety.it, italianeconlavaligia.com, op.europa.eu, corriere.it</p>



<p></p>
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		<title>Un giardino semplice</title>
		<link>https://www.paolalenti.it/it/insight-paolo-pejrone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[s.zagaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Dec 2020 08:43:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[Persone]]></category>
		<category><![CDATA[Garden]]></category>
		<category><![CDATA[PEJRONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un luogo amico che, nella più spontanea e apparentemente disordinata delle sue versioni,<br />
è espressione naturale di una molteplicità equilibrata ed efficiente, sempre in divenire.<br />
È l’idea di giardino autentico e resiliente dell’architetto Paolo Pejrone. Qui, la poetica introduzione del suo libro "Un giardino semplice. Storie di felici accoglienze e armoniose convivenze". (ed. Einaudi)</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="682" src="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/pejrone4-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-89046" srcset="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/pejrone4-1024x682.jpg 1024w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/pejrone4-300x200.jpg 300w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/pejrone4-768x512.jpg 768w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/pejrone4.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>© Dario Fusaro</figcaption></figure></div>



<p>«In giardino, e soprattutto nel mio giardino, ben vengano le emozioni, le esagerazioni, i tentativi, la vita vivace, la paura, le speranze, le gioie, le sorprese: l’imprevisto, a questo punto, diverrebbe parte del vivere, giorno dopo giorno. Evviva quindi i miei minuscoli prati di bucaneve spontanei, cresciuti da soli, senza un impianto logico, che di anno in anno, fioritura dopo fioritura, ci regalano, quasi all’improvviso, le più belle e ripetute gioie. </p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="682" src="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/pejrone1-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-89043" srcset="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/pejrone1-1024x682.jpg 1024w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/pejrone1-300x200.jpg 300w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/pejrone1-768x512.jpg 768w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/pejrone1.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>© Dario Fusaro</figcaption></figure></div>



<p></p>



<p>E come giudicare il piccolo bosco «naturale» di <em>Davidie</em> che sta crescendo ai margini del gruppo ormai adulto vicino al ruscelletto o i numerosi <em>Cornus kousa</em> che nascono un po’ dappertutto nel giardino? Così come le piccole piante di <em>Daphne bholua</em>, profumate e robuste, anche loro seminate e nate senza l’aiuto dell’uomo. Tutti insieme, danno la teorica certezza della continuità. Un futuro pieno di vita quindi, in facile e impetuoso divenire.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="682" src="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/pejrone6-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-89048" srcset="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/pejrone6-1024x682.jpg 1024w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/pejrone6-300x200.jpg 300w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/pejrone6-768x512.jpg 768w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/pejrone6.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption><span class="has-inline-color has-black-color">© Dario Fusaro</span></figcaption></figure></div>



<p>Quando il giardino va da sé, quando cresce sicuro e tranquillo, quando si autoriproduce, può tramutarsi in un’entità forte, che, non dipendendo più dall’uomo, affronta le difficoltà, malattie in testa, con grande sicurezza: l’importante è poter crescere un giardino robusto, nel quale la speranza divenga certezza e il futuro, che piova o non piova, che geli o non geli, che ci siano funghi o cavallette, non possa che delinearsi felice, sereno e tranquillo.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="1018" height="679" src="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/pejrone3.jpg" alt="" class="wp-image-89045" srcset="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/pejrone3.jpg 1018w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/pejrone3-300x200.jpg 300w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/pejrone3-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1018px) 100vw, 1018px" /><figcaption>© Sergio Chimenti</figcaption></figure></div>



<p>Un paio di cesoie affilate, per riequilibrare le forme scappate o per tagliarne i fiori sfioriti, un po’ di zappa e di vanga per allontanare e annientare le piante invadenti (sempre in agguato), un rastrello per creare pacciamature ricche e intelligenti, sono gli attrezzi primari per un giardino che cresce in modo autonomo e «spontaneo».</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="682" src="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/pejrone2-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-89044" srcset="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/pejrone2-1024x682.jpg 1024w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/pejrone2-300x200.jpg 300w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/pejrone2-768x512.jpg 768w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/pejrone2.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>© Dario Fusaro</figcaption></figure></div>



<p>Un giardino, quindi, ospitale, patria sicura per i piccoli animali che vi possono crescere e vivere: dalle lucertole alle salamandre, dagli uccellini ai rospi, dai ricci ai topini di campagna, un giardino accogliente e ricco, un variopinto serraglio di amici, di veri e vivaci compagni di viaggio. Il non aver abusato di trattamenti e veleni, il non aver coperto di cure ansiose e pericolose il nostro microcosmo, darà grandi e durevoli vantaggi al futuro giardino. E il fatto che sia intensamente abitato ne è la giusta ricompensa. Un giardino non è soltanto un posto per sole piante».</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="682" src="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/pejrone5-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-89047" srcset="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/pejrone5-1024x682.jpg 1024w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/pejrone5-300x200.jpg 300w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/pejrone5-768x512.jpg 768w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/12/pejrone5.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>© Dario Fusaro</figcaption></figure></div>



<p>&nbsp;Tratto da: </p>



<p>Paolo Pejrone,<em>&nbsp;Un giardino semplice. Storie di felici accoglienze e armoniose convivenze,&nbsp;</em>Einaudi, 2016<em>.</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Paradiso liquido</title>
		<link>https://www.paolalenti.it/it/insight-francesco-bosso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[s.zagaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Nov 2020 18:36:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Bosso]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Lenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le foto acquatiche di Francesco Bosso: lode alla natura e invito a riflettere sulla sua fragilità (e conservazione).</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img src="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/11/FLOATING-ISLAND-2018-Indonesia-1024x815.jpg" alt="This image has an empty alt attribute; its file name is FLOATING-ISLAND-2018-Indonesia-1024x815.jpg"/><figcaption>FLOATING ISLAND, 2018 &#8211; Indonesia | Ph. © Francesco Bosso</figcaption></figure></div>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-style-large"><p><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Il nostro pianeta è ricoperto per più del 70% di acqua e di questa oltre il 95% è salata.&nbsp;</span></p></blockquote>



<p>Francesco Bosso, fotografo nato a Barletta&nbsp;nel 1959, si dedica da anni ai paesaggi marini, catturandone forza e pace primordiali, ma anche il fragile equilibrio.&nbsp;L&#8217;acqua con il suo costante fluire e la sua forza, modella, trasforma e crea, in questo continuo ed eterno divenire, dove &#8220;tutto dall&#8217;acqua nasce e nell&#8217;acqua ritorna&#8221;.</p>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="795" src="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/11/FLUIDS-COLUMNS-2013-Iceland-1024x795.jpg" alt="" class="wp-image-27346" srcset="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/11/FLUIDS-COLUMNS-2013-Iceland-1024x795.jpg 1024w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/11/FLUIDS-COLUMNS-2013-Iceland-300x233.jpg 300w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/11/FLUIDS-COLUMNS-2013-Iceland-768x597.jpg 768w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/11/FLUIDS-COLUMNS-2013-Iceland-1536x1193.jpg 1536w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/11/FLUIDS-COLUMNS-2013-Iceland-2048x1591.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>FLUIDS COLUMNS, 2013 &#8211; Iceland | Ph. © Francesco Bosso</figcaption></figure></div>



<p>Il volume “Waterheaven”, edito da Silvana Editoriale in occasione della sua recente mostra a CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia di Torino &#8211;&nbsp;è un percorso attraverso l&#8217;affascinante forza creatrice dell&#8217;acqua, tra visione e realtà, un susseguirsi di evocazioni e frammenti di memorie. Bosso con le sue fotografie crea suggestioni e atmosfere particolari, con una visione di luoghi che rappresentano non solo una lode alla natura, ma un invito a riflettere sul tema della conservazione con una particolare attenzione all&#8217;elemento liquido, &#8220;l&#8217;acqua come liquido primordiale e fonte di vita&#8221;. «Attraverso il medium fotografico &#8211; commenta il direttore di CAMERA Walter Guadagnini &#8211; Bosso comunica un&#8217;etica della protezione e della salvaguardia del paesaggio naturale: con un sapiente uso delle tonalità di bianco e nero celebra i suoi soggetti e allo stesso tempo mette in guardia lo spettatore sulla fragilità&nbsp;e unicità di tale patrimonio».&nbsp;</p>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="723" height="1024" src="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/11/CLEPSYDRA-2012-Thailand-723x1024.jpg" alt="" class="wp-image-27343" srcset="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/11/CLEPSYDRA-2012-Thailand-723x1024.jpg 723w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/11/CLEPSYDRA-2012-Thailand-212x300.jpg 212w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/11/CLEPSYDRA-2012-Thailand-768x1088.jpg 768w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/11/CLEPSYDRA-2012-Thailand.jpg 834w" sizes="(max-width: 723px) 100vw, 723px" /><figcaption>CLEPSYDRA, 2012 &#8211; Thailand | Ph. © Francesco Bosso</figcaption></figure></div>



<p class="has-text-align-left">L’acqua è l’elemento naturale più prezioso per la vita e l’idrosfera marina, è parte integrante del complesso equilibrio che da sempre determina il clima sulla terra. Emissioni e riscaldamento globale oggi però mettono a repentaglio questo equilibrio. Gli effetti più evidenti sono l’innalzamento del livello del mare, l’intensificazione degli uragani e, causata dall’ acidificazione, la perdita di tante specie. Inoltre, il degrado degli ecosistemi marini e costali mette in serio pericolo la sopravvivenza fisica ed economica delle comunità locali. Secondo uno studio dell’Università di Melbourne, il 4% della popolazione globale sarà colpito da inondazioni costiere.&nbsp;</p>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="622" src="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/11/DIAMOND-10-2015-Greenland-1024x622.jpg" alt="" class="wp-image-27344" srcset="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/11/DIAMOND-10-2015-Greenland-1024x622.jpg 1024w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/11/DIAMOND-10-2015-Greenland-300x182.jpg 300w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/11/DIAMOND-10-2015-Greenland-768x466.jpg 768w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/11/DIAMOND-10-2015-Greenland-1536x933.jpg 1536w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/11/DIAMOND-10-2015-Greenland-2048x1243.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>DIAMOND #10, 2015 &#8211; Greenland | Ph. © Francesco Bosso</figcaption></figure></div>



<p>Se l’adattamento sembra l’unica via di uscita, con fenomeni migratori e possibili conflitti all’orizzonte per l’accaparramento delle risorse, c’è chi lavora per cercare di invertire a tutti i costi il climat change. Per esempio, La International Union for Conservation of Nature, associazione che conta 1400 membri tra governi e organizzazioni civili ha deciso di voler proteggere il 30% degli oceani entro il 2030. Vietando pesca selvaggia e trivellazioni, l’obiettivo è di permettere al mare di ritrovare se stesso.</p>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="797" src="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/11/GOLDEN-ARCH-2015-Spain-1024x797.jpg" alt="" class="wp-image-27347" srcset="https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/11/GOLDEN-ARCH-2015-Spain-1024x797.jpg 1024w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/11/GOLDEN-ARCH-2015-Spain-300x233.jpg 300w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/11/GOLDEN-ARCH-2015-Spain-768x597.jpg 768w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/11/GOLDEN-ARCH-2015-Spain-1536x1195.jpg 1536w, https://www.paolalenti.it/wp-content/uploads/2020/11/GOLDEN-ARCH-2015-Spain-2048x1593.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>GOLDEN ARCH, 2015 &#8211; Spain | Ph. © Francesco Bosso</figcaption></figure></div>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Fonti: hoepli.it, theguardian.com, rinnovabili.it, woi.economist.com, iucn.org</p></blockquote>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.paolalenti.it/it/insight-francesco-bosso/">Paradiso liquido</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.paolalenti.it/it">Paola Lenti</a>.</p>
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